Facoltà di Architettura

Innovazione tipo-tecno-morfologica degli spazi per l'esposizione. Caratteri evolutivi e fattori bioecologici nella progettazione ambientale dell'i-expo

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dc.contributor.author Pediconi, Clemente
dc.date.accessioned 2012-01-29T16:56:00Z
dc.date.available 2012-01-29T16:56:00Z
dc.date.issued 2008-12
dc.identifier.citation Pediconi, Clemente. Innovazione tipo-tecno-morfologica degli spazi per l'esposizione. Caratteri evolutivi e fattori bioecologici nella progettazione ambientale dell'i-expo. Tesi di Dottorato in Progettazione Ambientale. Tutors: Salvatore Dierna, Fabrizio Tucci. Coordinatore del Dottorato: Giorgio Peguiron. Roma: Università degli Studi "La Sapienza", 2008. Monografia - Testo a stampa en_US
dc.identifier.uri http://hdl.handle.net/123456789/110
dc.description.abstract Obiettivi e articolazioni della ricerca Alla luce delle nuove linee di ricerca morfologica, tipologica e funzionale delle strutture espositive, si indaga sull’importanza e l’incisività delle soluzioni tecnologiche bioclimatiche non solo come strumenti progettuali per la salvaguardia dell’equilibrio ambientale e il raggiungimento del comfort psico-fisico dell’uomo e il raggiungimento del comfort ambientale per una corretta conservazione delle opere d’arte ma anche come elementi per progettare la spazialità architettonica. Il fine della ricerca sarà quello di valutare l’incidenza effettiva dei diversi dispositivi tipo-tecno-morfologici sulla qualità spaziale degli spazi espositivi al fine di formulare dei modelli di guida alla progettazione di tipologie innovative e ad alta valenza bioecologica. I modelli saranno dinamici e flessibili ai diversi contesti ambientali e spaziali, alle diverse esigenze dimensionali e funzionali per poter offrire soluzioni rispondenti alle esigenze di qualsiasi progettista. Parte prima: fase di ricerca preliminare in ambito normativo e teorico progettuale La prima fase della ricerca si struttura secondo due ambiti di indagine: 1) Il primo ambito di indagine riguarda i principi e le metodologie di progettazione ambientale e le nuove linee della ricerca scientifica basata anche sui risultati delle esperienze sperimentali e applicative del panorama nazionale e internazionale. Si cerca di fornire un quadro sintetico di documentazione teorica sull’importanza del sostenere e diffondere le pratiche della progettazione architettonica bioecologica, al fine di garantire quello sviluppo sostenibile indispensabile per la tutela delle condizioni di qualità ambientale. Documentare e verificare la validità di queste teorie alla luce dei risultati ottenuti con le nuove proposte di ricerca scientifica sperimentale e con l’applicazione di dispositivi tecnologici innovativi a sostegno ed integrazione delle istanze progettuali degli spazi espositivi. 2) Il sistema delle normative internazionali e nazionali che sostengono l’importanza e l’inderogabilità di un fare attento alla sostenibilità ambientale. Le direttive, le norme, i decreti applicativi che organizzano i modi, i tempi e le quantità per sostenere e diffondere una progettazione architettonica attenta a migliorare il benessere dei cittadini e a garantire una diminuzione dei consumi energetici e delle emissioni inquinanti nell’atmosfera. Questi strumenti sono un’occasione per ottenere il miglioramento delle prestazioni del patrimonio edilizio esistente e per segnare un cambio di rotta concreto nella progettazione dei nuovi edifici. L’excursus della normativa parte con la legge 375 del 1976 sulla promozione dell’efficienza energetica con misure e percorsi concreti , prosegue con la legge 10 del 91, ambiziosa dal punto di vista energetico e completamente disattesa nei fatti. Vengono raccolte quindi le norme di recepimento del protocollo di Kyoto e soprattutto della direttiva 2009/91/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2002 sul rendimento energetico nell’edilizia. L’Italia risponde con atti legislativi a livello comunale, provinciale e regionale, e finalmente col DLgs 195 del 2005 anche a livello nazionale. La presa di coscienza politica e la messa in pratica con gli atti normativi sull’urgenza della questione ambientale, avvalora tutta la ricerca, dedita all’analisi e alla scelta progettuale di sistemi tecnologici bioecologici strutturanti la progettazione architettonica. Parte seconda: fase di ricerca, analisi e sistematizzazione dei casi di studio internazionali L’analisi dello stato dell’arte nel panorama nazionale, purtroppo con pochi esempi di una certa importanza, e internazionale, di spazi per l’ esposizione dell’ oggetto d’arte, mette in luce la trasformazione avvenuta dal museo inteso come mero luogo di esposizione e conservazione alla dimensione di organismi architettonici polifunzionali destinati all’ esposizione delle opere d’ arte ma anche luogo di ristoro, di incontro dove si seguono i processi che portano alla creazione dell’ opera, luogo di svago, luogo urbano per la comunità e luogo destinato al consumo. L’ Analisi è operata su una cinquantina di casi di studio collocati in tutto il mondo, nelle zone climatiche Temperate calde, Temperate fresche e Temperate fredde, utilizzando la divisione del globo secondo le zone climatiche adottata da Koppen, per le cinque tipo-morfologie solitamente adottate per dividere gli edifici ( a prevalente sviluppo a blocco, a prevalente sviluppo lineare, a prevalente sviluppo superficiale regolare, a prevalente sviluppo superficiale irregolare e a prevalente sviluppo verticale) più un’ ulteriore tipo-morfologia: quella a prevalente sviluppo composito Per ogni tipo-morfologia sono stati selezionati dai due ai tre casi significativi, eccetto per la tipo-morfologia a prevalente sviluppo verticale dato che sono stati trovati solo due esempi in tutto il mondo, attraverso una fase di screening, che utilizza un set di parametri specifici e selettivi sia per quanto riguarda l’innovazione tipologica che la valenza bioecologica. Il passaggio successivo è stata la messa a sistema delle analisi svolte sui casi di studio dalle quali sono scaturite quattro schede analitico-valutative: la prima riguardante il progetto in generale affrontando i caratteri tipologici, distributivi, funzionali e morfologici, bioclimatici e biofisici; la seconda che approfondisce i caratteri tipologici, distributivi, funzionali e morfologici; la terza che approfondisce i requisiti bioclimatici e la relativa rispondenza attraverso la scelta di soluzioni tecnologiche che il progetto mette in gioco mentre l’ ultima approfondisce caratteri biofisici e i sistemi di produzione di energia “attivi”. Parte terza: fase di elaborazione del modello dinamico e adattivo dello spazio espositivo La terza ed ultima parte della ricerca si concentra sulla possibilità di individuare linee guida e riferimenti progettuali che possano essere connessi tra loro secondo diversi fattori in modo da determinare modelli utili, di facile e dinamica applicazione nella progettazione dello spazio per l’ esposizione. Il percorso metodologico di guida alla progettazione di un museo che sia al contempo innovativa e bioecologica si conclude dunque con l’estrapolazione delle soluzioni tipologico-distributive, funzionale-morfologiche, tecnologico-costruttive ritenute più appropriate, oltre che maggiormente applicate, a seguito dello screening di casi studio analizzati per ogni categoria tipo-morfologica in relazione alle fasce climatiche di appartenenza. Dalla sistematizzazione di tale materiale desunto nel corso della ricerca è stato sviluppato quindi un modello basato sull’individuazione e la sintesi in forma di matrice di una interessante casistica di soluzioni innovative sia dal punto di vista tipologico-distributive e funzionale-morfologiche, che dal punto di vista tecnologico-costruttive per il controllo degli effetti bioclimatici ed energetici passivi” ed “attivi” dell’edificio. Si è ritenuto utile organizzare le matrici in modo tale da raggruppare le elaborazioni grafiche dei casi studio secondo una suddivisione basata sulle categorie tipo-morfologiche in modo da individuare le soluzioni ricorrenti a seconda dello sviluppo volumetrico in una determinata zona climatica. Le matrici riassuntive che ne conseguono recuperano soluzioni efficienti di casi di studio che, dopo il primo screening di selezione, non erano stati scelti come rappresentativi di innovazione e qualità diffusa, ma che comunque fornivano alti valori prestazionali secondo uno specifico indicatore (vedi matrice di comparazione dei casi studio). Questo ha permesso dunque di poter elaborare un modello finale basato non solo sulle soluzioni proposte dai tredici casi di studio principali (analizzati nella II parte con schede analitico-valutatiive specifiche), ma su una casistica di soluzioni più vasta, che comprende un numero più ampio di strutture per l’esposizione appartenenti a quattro tipo-morfologie precedentemente adottate più ricorrenti, dislocate principalmente nelle cosiddetta zona climatica temperata. en_US
dc.language.iso it en_US
dc.publisher Università degli Studi di Roma "La Sapienza" en_US
dc.subject progettazione ambientale en_US
dc.subject innovazione tipo-tecnologica en_US
dc.subject tecnologie bioclimatiche en_US
dc.subject eco-sostenibilità en_US
dc.subject efficienza energetica en_US
dc.subject eco-museo en_US
dc.subject spazi espositivi en_US
dc.title Innovazione tipo-tecno-morfologica degli spazi per l'esposizione. Caratteri evolutivi e fattori bioecologici nella progettazione ambientale dell'i-expo en_US
dc.type Book en_US


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